THE (GAMBER) DAY AFTER

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Di Marco Stracciari

E’ lunedì, appoggio il naso sul vetro della finestra e la prima cosa che noto è:  piove. Il primo pensiero che mi balena nella mente, invece, non poteva che essere uno: “Bene! Oggi piove, e dire che la pioggia era prevista per ieri, ma anche il meteo si piega al volere dei Gamber”.

Senza scomodare gli Dei dell’Olimpo o piu’ prosaicamente il Fato, direi che una nobile parte

del nostro corpo ci ha messo del suo per risparmiare la giornata di ieri dall’infausta previsione.

 

Erano tanti, in questa mattinata di meta’ marzo, gli appuntamenti podistici previsti nell’ormai fitto calendario locale e il nostro “Desmila”, giunto ormai alla 21esima edizione, sembrava quasi fare da guastafeste tra le mezze di qui, gli allenamenti di gruppo di la’ e garette varie.

Ciononostante, come ormai sempre avviene, lo “zoccolo duro” degli affezionati al nostro giro intorno al parco, unitamente alla sempre piu’ folta rappresentanza del nostro gruppo, ha fatto si’ che

oltre 120 persone si dessero appuntamento alla solita cascina, nella solita area che ormai ci ospita da quasi un quarto di secolo.

Faccio fatica a scorgere facce non conosciute dietro la linea di partenza: segno che l’affetto che si nutre nei nostri confronti e la fiducia per un evento che non sara’ “patinato” come altri o ipersponsorizzato rimane inalterata e anzi, complice anche il numero sempre crescente di iscritti unito alle ultime grandi nostre prestazioni individuali e di gruppo, e’ sempre piu’ qualitativamente e quantitativamente frequentato ed apprezzato.

Dopo il doveroso omaggio al nostro amico Mario Raffanini, che di recente ci ha lasciato, come da programma alle nove si parte. Non una partenza come tante altre: se e’ vero che i primissimi si lanciano subito verso il viale Cavriga, lasciando presto alle spalle Mulini Asciutti, e’ altrettanto vero che nelle posizioni di rincalzo nessuno prende l’iniziativa. E cosi’, mentre Orazio, Renzo e leggermente piu’ dietro Ernesto se le dànno di santa ragione, alle loro spalle un Matteo ispiratissimo piu’ con il suo nuovo giocattolino che con il cronometro, si diverte nello scattare con le gambe, scattare con l’interruttore e tornare a far parte degli outsider.

Rimarremo un bel gruppone per almeno circa cinque chilometri poi, quando il fiato non lo consente piu’, si finisce di scherzare e si comincia a fare sul serio e qui il gruppone si sgrana lasciando me e Giuseppe alla mercè di Matteo che ancora scatta e scatta e ad un certo punto, quando servirebbe invece l’incitamento del pubblico, lui pensa bene di rispolverare dal proprio archivio l’inno della sua squadra del cuore (che non e’ certo quella mia e di Giuseppe) e di farcela ascoltare.

Giuseppe, piu’ esperto di me, tenta di “lavare” l’onta mantenendo un’andatura costante e cercando con successo di ignorare l’attacco di Matteo, mentre io sulle prime resisto ma poi, quando manca poco piu’ di un chilometro al traguardo, lascio la compagnia con le gambe che non resistono piu’ a tanta lagna. Se non volessi fare il “Pinocchio” della situazione, direi che la benzina la finisco per demerito mio e che la lagna non c’entra nulla ma mi piace pensare che non sia andata cosi’ e dare la colpa a Matteo e alla sua struggente nenia.

Alla spicciolata arriviamo tutti, tutti contenti delle proprie prestazioni, tutti contenti di esserci stati, tutti contenti perche’… perche’ oggi e’ il GAMBER DAY!

 

Che cos’e’ il Gamber Day? Semplice: abbiamo vinto il campionato Brianzolo, abbiamo allestito come sempre una manifestazione semplice ma molto carina e quale migliore occasione per celebrare questi due lieti eventi? Un locale, una tavolata piena zeppa di bella gente, un palco, due microfoni.

E tanto da mangiare e bere: chi ha portato una cosa, chi un’altra e anche queste selezioni gastronomiche, che comunque sono sempre le piu’ gradite, servono per cementare il gruppo.

Si parte con antipasti, primi, polpette; si prosegue con una serie di dolci che nemmeno nell’ormai storico “Alemagna” di via Dante a Milano!! E vini, birre… insomma: si mangia felici in attesa delle celebrazioni.

Da un po’ di tempo io e il mio grande amico e rivale Claudio Stucchi (si perche’ funziona cosi’ da noi: piu’ si e’ rivali piu’ si e’ amici); forse i due con la vena piu’ “artistica” del gruppo, avevamo pensato di allestire un vero e proprio spettacolo un po’ comico, un po’ celebrativo, a ricordare la recente vittoria e quindi a donare il giusto ed equo tributo a tutti e a divertirsi con gag, imitazioni, musica, danze e quant’altro.

E allora, dopo che l’ultimo boccone e’ sceso e dopo aver distribuito regali di dubbio gusto con una perfetta tombolata telematica; vediamo Claudio trasformarsi in un Joe Cocker che nemmeno quello di Woodstock sembrava vero, io che sotto le spoglie di un ormai rincitrullito Pizzul descrive un’inutile partita di calcio del passato, uno “Zeman” quasi piu’ noioso di quello vero che fa capolino sul palco e nuovamente Claudio che troneggia esibendosi con uno dei piu’ grandi successi di uno dei piu’ amati cantautori italiani. De Gregori, che tanto odia chi canta le sue canzoni, probabilmente in questo caso avrebbe quasi apprezzato.

Ma in mezzo a tutto questo, come detto, la celebrazione. E’ vero: a posteriori dobbiamo ammettere che vincere questo “Brianzolo” non e’ stato poi cosi’ tanto difficile. Una grande partecipazione unita a tante ottime prestazioni hanno fatto sì che il solco che si scavasse tra di noi e il resto delle squadre risultasse subito incolmabile. Ma proprio per questo motivo e’ bene ricordare, tributando il giusto applauso, chi ha sacrificato i propri sabati alla causa del gruppo. Chi ha deciso di sfidare freddo, vento, pioggia e fango per portare il proprio piccolo grande apporto. E per alcuni e’ stata la prima volta: quindi perche’ non iniziare questa “parata di stelle” proprio con loro? E quindi: spazio al gruppo delle “gamberesse”! Mai come questa volta, almeno da quando sono nei Gamber, ho visto una cosi’ folta partecipazione di atlete darsi battaglia anche nelle campagne della Brianza, conseguendo persino risultati di grande rilievo. Ben due podi, un primo ed un terzo posto, uniti ad un bel gruzzolo di punti racimolati dalle altre “ladies”, che pur occupando posizioni meno nobili di classifica, hanno contribuito in maniera determinante alla nostra grande vittoria!

Poi: i debuttanti, i giovani e comunque coloro che anche con una o due sole partecipazioni si sono dati da fare. Anche loro hanno vinto, tanto quanto noi che abbiamo fatto “classifica”: ognuno fa quello che puo’ sia come partecipazione sia come prestazione e, come detto, loro hanno vinto insieme a tutti e dunque: tutti sul palco con la coppa e la targa in bella evidenza: perche’ questo tributo se lo sono meritato.

Ed infine: la vecchia guardia, o comunque i nostri atleti che con una costante partecipazione rappresentano almeno sotto il profilo aritmetico il “grosso” della spedizione al Brianzolo.

A questo punto, io e Claudio, abbiamo pensato di dedicare un pensiero ad ognuno di noi: a volte scherzoso, a volte toccante. Umanamente devo ammettere che quando Claudio ha pronunciato quelle frasi rivolgendosi a me, ho dato sfoggio a tutte le mie qualita’ di “paraculo” per non cadere nel facile vortice dell’emozione. Ma dentro…

Dentro e fuori invece per Matteo, insignito da Claudio e, credo, dall’unanimita’, capitano del nostro team. Le parole di Claudio all’indirizzo di Matteo sono state vere, profonde e di grande umanita’ al punto che Matteo, ancora prima che l’intervento terminasse, ha dato libero sfoggio delle sue capacita’ di scattista dirigendosi verso Claudio avvinghiandolo in un abbraccio che e’ stato fin troppo facile per tutti sottolineare con uno spontaneo grande applauso.

Non teniamo conto dei meriti sportivi, e forse e’ meglio cosi’, anche se Matteo ne ha da vendere.

La sua grande vittoria, per noi, e’ quella di prodigarsi sempre al cento per cento per rendersi utile, per organizzare, per aiutare… insomma: da vero capitano si mette sempre in gioco, sempre in prima fila. Non sarebbe Matteo se un giorno non si concedesse al cento per cento. Ma credo, anzi, crediamo, che quel giorno e’ ancora lontano, per nostra fortuna.

Una menzione speciale a Claudio Quadrivi, inesauribile nell’allestire straordinari buffet che di sportivo hanno abbastanza poco ma che all’unanimita’ sono stati insigniti del titolo di migliori buffet del “Brianzolo”. Piu’ di un atleta appartenente ad altre societa’ ha rimarcato questa cosa non senza un pizzico di sana invidia ed e’ proprio per questo che Claudio, il “Cambusa”, ce l’abbiamo noi e ce lo teniamo ben stretto.

E dulcis in fundo, l’autore principe di tutto cio’. Il presidente che tutti vorrebbero avere ma credo nessuno abbia. Penso che se tante persone come lui fossero nei posti di comando, questo mondo sarebbe migliore. Ho avuto l’onore (e anche un po’ l’onere) di annunciarlo dimenticando volutamente cio’ che avevo scritto su di lui, lasciando che fosse l’emozione a parlare.

Se oggi siamo il gruppo che siamo; se al di la’ delle vittorie, riusciamo ad essere “gruppo” anche al di fuori della garetta domenicale; se abbiamo giornate come quella di domenica 15 marzo da ricordare, lo dobbiamo innanzitutto a lui.

E siamo riusciti, con un applauso sempre crescente e con una “standing ovation” riservata solo ai Grandi, ad emozionarlo oltre ogni aspettativa e a fargli pronunciare quelle parole che gia’ conoscevamo ma che volevamo sentirle pronunciate da lui: “se lo vorrete, saro’ ancora il vostro Presidente”, ha detto Mario in questo ventoso pomeriggio di meta’ marzo.

Credo che lo prenderemo in parola, perche’ la forza di un grande gruppo parte dall’alto: noi siamo un grande gruppo perche’, innanzitutto, abbiamo una grande guida.

Per sempre orgogliosi di Mario, per sempre orgogliosi di essere Gamber!